L’uomo dei cuscini

20/08/2017

Estate, tempo di vacanze.  Lavoriamo freneticamente le ultime settimane di luglio e le prime di agosto per poterci concedere riposo, viaggio e avventura.

Solitamente non torniamo negli stessi posti o comunque non negli stessi alberghi, ma l’anno scorso abbiamo lasciato un pezzo di cuore sull’Alpe.  E così torniamo, stesse cime e stessi pascoli infiniti.

Durante il viaggio ci chiediamo se ci capiterà di incontrare nuovamente Mariachiara e i suoi genitori (ne ho parlato qui), ma troviamo la cosa piuttosto improbabile.  Abbiamo fatto slittare le vacanze di ben due settimane rispetto all’anno passato e poi anche loro non sono tipi da tornare a visitare gli stessi luoghi.

Pietra sopra.

Arrivati sotto lo Sciliar ci ricordiamo perché questa montagna maestosa ci ha catturato.  Anche il nostro piccolo la addita come “La Montagna”, come se le altre lo fossero solo per finta.

L’albergo, ad un tiro di schioppo dal Campaccio, è più che confortevole con le sue stanze di legno chiaro tipicamente altoatesine e il personale con quella caratteristica rude gentilezza.

Non perdiamo tempo e, scaricate le valigie, ci precipitiamo sull’alpe per il pranzo.  I profili di queste rocce infinite, scolpite nel cielo azzurro velato da qualche nuvolina bianca mi catturano per la seconda volta.  E i prati verdissimi, perfetti e punteggiati ogni tanto da masi e mucche mi fanno innamorare nuovamente.

Sciliar_2

Certo, come primo giorno dobbiamo rassegnarci a guardare e basta.  E’ un po’ troppo tardi per organizzare un’escursione.

Torniamo in albergo.  Per oggi ci godremo a pieno la piscina e la sua vista mozzafiato su “La Montagna”.

Qualche bracciata e un po’ di relax suddiviso tra l’idromassaggio e i lettini.  Cosa si può chiedere di più?  Si apre la porta e nella stanza della piscina entrano…  Giovanna e Luigi, i genitori di Mariachiara!

Stupore da entrambe le parti, grandi abbracci e sorrisi.  Il destino ha voluto che ci incontrassimo ancora una volta.  L’anno scorso, infatti, non ci eravamo scambiati i numeri di telefono e così di loro non avevamo più notizie.

La nostra rimpatriata prosegue dopo cena, davanti ad un buon caffè.  Mariachiara non c’è, ormai è grande e ha preferito rimanere a casa.  Il nostro piccolo, allora, prende confidenza con Luigi e si mette a giocare insieme a lui con i cuscini che fanno da ornamento alle panche.  Intanto si parla di tutto, com’è andato l’anno, il lavoro, i figli (presenti e assenti), le escursioni e tante altre cose, come se fossimo amici da una vita e ci fossimo ritrovati dopo le vacanze a raccontarci le nostre esperienze.

Ritorniamo in camera felici di questo incontro speciale.

“Mamma, ma domani c’è ancora l’uomo dei cussini (cuscini)?”

“Certo, amore, passeremo qualche giorno insieme e poi chissà, magari li andremo a trovare a casa”.

Quest’anno, infatti, ci siamo affrettati a scambiarci i numeri di cellulare!

Lo sciliar-La Montagna

 

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