Previsioni: caldo torrido, poi tempeste verso fine mese

Oggi è il primo giorno della settimana più bollente dell’anno.  No, non perché siamo alla fine di luglio, ma perché a fine luglio è nato Faccio-io.  Oggi è il primo giorno di una lunga settimana di preparativi ricavati nei momenti liberi, di tempo risicato e rubato a lavoro e incombenze routinarie…

Una escalation che ha due picchi, il primo sabato, con i bambini e l’altro il giorno del compleanno, con i nonni.  Giuro che non so quale sia il momento peggiore.  Se avere dieci (e son solo dieci!) pesti che girano per casa per un pomeriggio intero o avere i nonni per un’ora e mezza dopo cena.  L’anno scorso grande successone con i bimbi e disastro completo con i nonni.  Quest’anno il marito voleva accorpare le due cose, ma i nonni avrebbero appesantito non di quel poco la spensieratezza infantile.  E poi non sia mai che il nipote scelga di giocare con gli amici piuttosto che con loro!  No, no, meglio tenere ben separate le due feste!  Senza contare il clima di gelo polare che si crea (i miei sono separati da decenni, ma è come se lo fossero dalla settimana scorsa) anche se tutti fan finta che vada tutto bene.  Quindi cercherò di godermi le urla festose dei bimbi, di fare tante fotografie e qualche chiacchiera con i genitori.  E cerchèrò di munirmi di santa pazienza per l’altro appuntamento.  E di Maalox.

Faccio-io è ancora piccolo e non si è accorto di niente.  Non si è chiesto -non ci ha chiesto- come mai i nonni non sono ‘accoppiati’ come mamma e papà, ma invece vengano per conto proprio e con i relativi compagni (che si fan chiamare zio e zia…).  Tra l’altro, il caso vuole che mia suocera sia vedova, ma anche lei accompagnata dal partner (e Faccio-io sa che non è il suo nonno), quindi proprio non ha metro di paragone.  Poi interverrà anche mio zio (fratello di mia mamma e padrino di Faccio-io) con la sua compagna.  Loro sono fidanzati da sempre, ma non hanno mai convissuto.  In realtà vivono ognuno a casa propria e stanno insieme a cena, nel weekend e in poche altre occasioni.  Non hanno figli.  Per fortuna.

Faccio-io non si è mai accorto della tensione che si taglia col coltello della torta, del fatto che ogni persona che presenzia cerca di ‘rubarlo’ all’attenzione degli altri e di portarlo in disparte con la scusa di farlo giocare, ma in realtà per poterselo godere in esclusiva. Non si è mai accorto dei dispetti, delle mezze parole, delle battute taglienti, dei cambi improvvisi di discorso e di umore (fortunatamente non sono mai arrivati alla sceneggiata in diretta).  Prima o poi se ne accorgerà, certo.  Ma per ora si gusta questo momento che, nell’immaginario di persona adulta, ricorderà con malinconia come magico, unico, romantico, incantato: perfetto.

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