Amici da sempre

Novembre 2017

Quanti possono dire di essere amici da sempre?  E in che senso “da sempre”?  Dalla nascita?

Faccio-io, in realtà, ha un amico che conosce da quando erano entrambi nel pancione.  Il fato volle, infatti, che noi mamme ci conoscessimo durante il corso pre-parto.  Poi conoscemmo i papà.  Infine, l’ultimo giorno di corso pre-parto, l’insegnante esortò tutte le future mamme a scambiarsi il numero di cellulare.  E per fortuna che l’ha fatto, altrimenti chi si sarebbe più visto?

All’inizio ci vedemmo timidamente per un paio di pizze in casa e per gli auguri di Natale.  I bambini stavano tranquilli nel loro “ovetto” oppure sul divano, immobili come statuine del presepio o, ancora, a fare la nanna sul letto di turno mentre noi adulti ci rilassavamo e ci conoscevamo meglio.

Che tempi!  Pensare a come sono vivaci adesso che hanno quattro anni e come erano gestibili a pochi mesi di vita!

Prima ancora che compissero un anno cominciammo a fare qualche passeggiata in collina e a fondo valle, i piccoli nei passeggini e noi con pannolini e omogeneizzati sempre a portata di mano!  Il primo carnevale, la grigliata del 25 aprile, la festa di paese, la piscina e, infine, i primi compleanni.  I bambini se ne stavano sereni nei loro passeggini, a volte interagivano cercando la mano dell’altro oppure utilizzando lo stesso gioco.  Ma sempre in maniera molto abbozzata.  Per loro tutto era una novità e una scoperta ed erano concentrati sull’attimo che stavano vivendo.

Durante il secondo anno di vita andarono insieme sulla neve, festeggiarono il loro primo Halloween, provarono il brivido della ruota panoramica e delle giostre, fecero nuove escursioni sui laghi e in montagna -comodamente seduti negli zainetti porta bimbo-, il tutto contornato da feste e pizzate casalinghe.

Intanto impararono a parlare e cominciarono a cercarsi l’un l’altro.

“Viene Faccio-io?”

“C’è Amico-da-sempre?”

E ad ogni risposta affermativa seguivano urla di giubilo da entrambe le parti.

Ogni nuovo incontro era salutato da un’incontenibile felicità espressa sotto forma di urla e corse forsennate e il copione del commiato prevedeva abbracci e baci.  Gli incontri erano scanditi da grandi giocate e qualche incomprensione che sfociava in pianti apocalittici e timide riappacificazioni.

Il terzo anno di vita li vide alle prese con la novità della scuola materna che, abitando in due paesi diversi, non era la stessa.  Così, ad ogni incontro, entrambi avevano modo di conoscere nuovi giochi e nuovi modi di dire, appartenenti a una diversa cerchia di bambini.  Le nuove esperienze vissute in due si moltiplicavano: insieme sul bob, insieme sul primo autoscontro, insieme alla scoperta di una chiesa, a “caccia” di conigli, a giocare alla corsa dei cavalli, a venire messi in punizione, a fare la sfilata di carnevale, a guardare i cartoni animati, a rincorrersi con le biciclette, a giocare a pallone, a ballare il country, a mangiare pane e salamina…

Oggi, che hanno compiuto i quattro anni, si ritrovano complici di giochi e marachelle e, anche se qualche volta sorge un piccolo e temporaneo litigio, sono irrimediabilmente uniti da questa forza invisibile che li lega da prima della loro nascita e che li rende, senza ombra di dubbio, amici da sempre!

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