I went for a walk

Domenica pomeriggio.

Finalmente si vede un po’ di sole, così indosso le vecchie scarpette da corsa e parto per una passeggiata rigenerante. Oggi niente sterrato e niente boschi, scelgo l’asfalto e la compagnia dei Creedence. Adoro questo posto, la domenica pomeriggio è quasi del tutto deserto, il massimo per rilassarsi.

Con le ultime case inizia una piccola discesa ed, ecco, mi trovo proiettata in un’altra dimensione.

“Rolling, rolling, rolling on the river” canta la voce graffiante di John Fogerty.

La strada deserta che passa in mezzo alle cave in un altro momento non sarebbe stata una grande attrattiva, ma, adesso, mi sembra di camminare da sempre, senza meta e senza inutili orpelli in un luogo misterioso e fuori dal tempo.

“I went down to the station, just to take a ride”

Mi sembra di essere in un film degli anni ’70, in cui c’era chi percorreva a piedi quelle sterminate strade americane.

“All I want, all I want is to write myself a tune”

La mente si è vuotata di tutti quei pensieri tipici (per cena potrei preparare…; domani è già lunedì e si torna al lavoro; quando entrerò in ufficio dovrò fare subito…; ricordati la salviettina per l’asilo; la lista della spesa; aggiungere il latte; fare il bagnetto al pupo; si sarà già svegliato?; dietro quella curva…BASTA!). Basta. Nessun pensiero tipico, solo il piacere di camminare in un posto così poco attraente, ma deserto.

“And I can remember the fourth of July, running through the backwood, bare”

Ora c’è un campo. Il grano che comincia ad assumere il colore dei capelli del Piccolo Principe si muove lentamente, agitato dalla brezza leggera.

“If I were a guitar player, Lord, I’d have to play the blues”

Una cascina. Il profumo di caprifoglio permea l’aria e si insinua prepotentemente nelle mie narici.

“Du-du-dum dum dum dum” suona il basso di Graveyard Train.

Il sole scalda i miei vestiti scuri. Se non fosse per qualche albero che ogni tanto dona refrigerio, comincerei a pentirmi di non essermi portata un po’ d’acqua.

“Well, take me back down where cool water flow, yeah. Let me remember things I love.”

Le prime case mi riportano nuovamente all’interno del paese. I latrati dei cani mi accompagnano dall’inizio alla fine di ogni giardino e comincio a innervosirmi.

“Well, I was born on a Sunday; On Thursday I had me a job”

Case senza giardino, finalmente! Ogni tanto c’è ancora qualche campo di erba incolta dal quale spiccano fiori rossi, viola e gialli. In lontananza un trattore lavora la terra. Qualcuno, dopotutto, c’è.

“Late last night, I went for a walk down by the river near my home”

La salita comincia a pesarmi, più che altro per il caldo. Scollino a San Giacomo e sullo sfondo dei vecchi tetti si innalza il monte Baldo, con la cima coperta di nuvole di panna montata. Dopo un po’ compaiono anche il Pizzocolo e il Pizzocolino le cui rocce bianche danno ancora più risalto al verde brillante dei prati. In una stagione più tipica quei prati sarebbero già tendenti al giallino.

Sono quasi arrivata a casa. La vista dei monti mi fa pensare, per un attimo, di imboccare la strada che porta nel bosco, ma ci ripenso subito. E’ passata un’ora e mezza e voglio andare a vedere se il cucciolo s’è svegliato.

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