In pulmino (prima parte)

29 ottobre – 1 novembre 2022

Una coppia di nostri amici ha quattro figli. Siamo in sintonia su tante cose e spesso ci si trova a condividere una giornata insieme, soprattutto da quando c’è Faccio-io. Lui è coetaneo della loro terza figlia, ma va d’accordo con tutti, soprattutto con l’unico maschio che ha due anni in più e frequenta la prima media.

Qualche settimana fa siamo usciti a cena insieme e, quasi per caso, abbiamo constatato che ci sarebbe stato un ponte per Ognissanti. I bambini sarebbero stati tutti a casa da scuola e anche noi dal lavoro. E se facessimo una gita di quattro giorni?

Detto fatto, nel giro di un attimo gli uomini hanno prenotato due camere e un appartamentino in un casolare sulle colline marchigiane. Ho ancora il ricordo di quando, durante le vacanze nell’estate del 2012, io e mio marito ci fermammo qualche giorno a Jesi. Rimasi così affascinata dall’ambiente circostante che decisi che saremmo dovuti tornare nell’entroterra marchigiano. Poi l’anno successivo è nato Faccio-io e non abbiamo più avuto l’occasione. Finora.

Ho trascorso il tempo che mi separava dalla vacanza come al mio solito, in un mix tra il non pensarci affatto e lo sperare che non capitino imprevisti. Eh. Sono fatta così. Ma contrariamente a ogni mia più catastrofica previsione il giorno della partenza è arrivato senza problematiche di sorta.

I nostri amici, che sono in sei, a suo tempo hanno comprato un pulmino da nove posti. Loro in sei, noi in tre, era sottinteso che saremmo andati con il loro mezzo. Ammetto che questa cosa mi ha messo un po’ a disagio perché di solito guido io. Quando però è venuto il momento di salire sul pulmino mi sono sentita adolescente, in gita con la scuola. E allora tutti i dubbi e le incertezze sono rimasti a casa, mentre noi facevamo rotta verso sud.

È stato un viaggio lungo, credo. Non me ne sono accorta più di tanto perché tra chiacchiere e entusiasmo da “sabato del villaggio” il tempo è trascorso serenamente. I posti a sedere erano così suddivisi: nell’ultima fila i due di nove anni e l’undicenne. In mezzo le due mamme con la bambina di cinque anni. E davanti i due papà e la quattordicenne. Faccio-io ha trascorso questo sabato pomeriggio giocando, chiacchierando e tramando in gran segreto sugli avvenimenti della nottata.

Il tempo era caldo, straordinariamente caldo per essere fine ottobre, infatti indossavamo tutti le maniche corte e ogni tanto c’era bisogno di un colpetto di aria condizionata. Rimane il fatto che comunque è autunno e quando il sole è tramontato ci siamo ritrovati quasi subito immersi nel buio.

L’uscita dall’autostrada, i paesi, le case sparpagliate, l’entroterra sempre più scuro, le poche luci concentrate in cima ai colli. Sembrava mancasse ancora tanta strada, ma in realtà quasi improvvisamente siamo arrivati. La strada in salita, il crinale, gli alberi, la vista che spazia lontano in prossimità dei campi, ogni tanto un cancello e poi un cancello lasciato aperto. Era il nostro. Una stradina sterrata ricavata su una discesa molto ripida e poi il parcheggio. Rotolati fuori dal pulmino, abbiamo dovuto scendere ancora due rampe di scale prima di trovarci davanti a un casolare completamente ristrutturato, immerso in quello che sembrava il nulla. La signora ci ha accolto festosa e desiderosa di accelerare i tempi: ci aveva preparato la cena e ci stava aspettando a tavola.

In autostrada

Fine prima parte

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