Una sorta di magia

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Un allenamento dello scorso anno – ©attornoallago
06/11/2019

Capita, a volte, di essere testimoni di qualcosa di straordinario.  E, quando capita, spesso i protagonisti del prodigio sono i bambini.

Prima di ogni allenamento di basket sono previsti cinque o dieci minuti di riscaldamento fatto in autogestione.  I bambini, man mano che arrivano, prendono una palla dalla cesta e cominciano a palleggiare e a cercare di fare canestro.  Il più delle volte, in realtà, tralasciano la fase del palleggio.  L’ anno scorso è sempre andata così e quest’anno è cominciato tutto ancora così.

Dall’inizio della stagione il nostro rito è sempre lo stesso.  Arriviamo in palestra subito dopo la scuola, con mezz’ora di anticipo, e ci sediamo sulle gradinate a guardare quello che succede in campo, mentre Faccio-io fa merenda.  Spesso altri amici si uniscono a noi nell’attesa.

Quest’anno prima dei pulcini si allenano gli esordienti che, da quello che ho capito, hanno 11/12 anni e partecipano al campionato FIP.  Quindi i loro allenamenti sono molto diversi da quelli dei bambini più piccoli: l’allenatore è molto severo, gli esercizi molto tecnici, le punizioni a suon di flessioni sulle braccia, le partite giocate alla fine di ogni allenamento molto combattute.  Sugli spalti, i bambini sono catturati dai movimenti più precisi e coordinati dei loro colleghi e osservano con curiosità, facendo un tifo indiavolato durante lo scontro finale.

Oggi, dicevo, succede qualcosa di straordinario.  Succede che i piccoli entrano in palestra alla spicciolata e vanno subito ad accaparrarsi un pallone, come al solito.  Poi, come colti da un’illuminazione collettiva, rimettono a posto le palle, tutte tranne una.  E, prendendo esempio dai ragazzini che occupavano fino a qualche minuto prima il campo, improvvisano un riscaldamento tutto inventato da loro, il cui scopo è di rubare la palla alla squadra avversaria, senza nemmeno andare a canestro, senza nemmeno fare una conta per decidere le squadre, senza fare falli e senza litigare.  E, purtroppo, senza che le loro allenatrici si accorgano di questa sorta di magia.

 

4 pensieri su “Una sorta di magia

  1. Terribili certi allenatori di basket (ma anche di altri sport) di bambini ancora piccoli. Sono nazisti mascherati. Si nascondono dietro la faccia della dedizione altissima per lo sport. Fanno finta di tenerci molto, che quella cosa che fanno, allenare, sia di vitale importanza. Per questo si sentono autorizzati a comportarsi come il tenente (o il maggiore, fa lo stesso) di Full Metal Jacket. Probabilmente a loro interessa solo esercitare il comando… Mi sorprende solo che glielo lascino fare… 😉

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    1. Non vorrei aver dato un’impressione troppo negativa dell’allenatore degli esordienti. È vero che non è una gran simpatia, ma credo che il suo atteggiamento sia adeguato al gruppetto di ragazzini che, ti assicuro, sono piuttosto sovversivi… A me premeva far notare la differenza di atteggiamento tra le allenatrici del minibasket (a volte con poco polso) e quello delle categorie superiori. Nessuno dei pulcini è rimasto scioccato dalla sua severità, anzi, il mio dice che non vede l’ora di avere undici anni e di giocare così… Ma ammetto che il mio è piuttosto particolare, tanto che, nei riscaldamenti successivi a questo, si è messo a fare le flessioni sulle braccia… E ha pure trovato altri tre discepoli!😱😅😂

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