10/09/2026

È sera. Dopo un pomeriggio di pioggia intensa, il sole riesce ad allungare le mani sulle chiome di quegli alberi lontani. Macchie di luce si posano sui fianchi delle montagne, facendo arrossire gli alberi che, esausti da quest’estate infinita, iniziano ad abbandonarsi all’autunno imminente.
In mattinata io e Faccio-io (ormai adolescente e che potremmo chiamare Col-Cavolo-Che-Lo-Faccio-io, ma pur sempre Faccio-io per gli amici) siamo stati a fare una passeggiata su una montagna vicina. Lunedì riapriranno le scuole e questa sarebbe di tradizione la settimana in cui lui e io facciamo escursioni, giri in bicicletta, partite di tennis, cose così. Quest’anno si deve accontentare di due soli giorni, perché di più non riesco ad allontanarmi dal lavoro. Comunque, dicevo, stamattina abbiamo sfidato le previsioni meteo e siamo partiti lo stesso. In teoria davano pioggia dopo le 14, ma in realtà le cose sono andate diversamente. Il percorso, pur essendo breve, è piuttosto intenso e inizia subito con una salita che taglia il fiato e le gambe. Non che dopo vada meglio, spiana in un piccolo tratto e poi la salita riprende ad essere molto ripida. Faccio-io non era in una delle sue giornate migliori. Sicuramente avrebbe preferito restare a casa a giocare con la PlayStation, ma purtroppo ha una madre che quando può lo trascina all’aria aperta e per il momento se la deve tenere. Fatto sta che il suo modo di affrontare la salita è stato con una faccia da funerale da cui fuoriusciva un borbottio costante e la parola “stanco” ripetuta come un mantra, spalle curve e braccia abbandonate al loro destino e andatura da bradipo. In tutta onestà devo dire che anche così riusciva comunque a starmi dietro, ma questi sono dettagli su cui sorvolerei volentieri. Un’oretta di cammino ci ha portato alla croce, la nostra meta. Foto di rito, occhiate al cielo che si stava preparando per la pioggia delle 14 (speranza mia) e abbiamo girato gli scarponi per tornare all’auto. Ed è stato a questo punto che abbiamo sentito i primi tuoni. Un paio di tornanti più sotto ha cominciato a piovere. Ci siamo infilati i k-way e abbiamo accelerato l’andatura, Faccio-io davanti e la sua stanchezza ormai scomparsa. Siamo arrivati alla macchina più infangati che bagnati, appena in tempo prima che si scatenasse il vero temporale.

Adesso che è sera, una piccola parte di me vorrebbe essere ancora là a mettere un piede davanti all’altro sul terreno molliccio, sui sassi scivolosi, sulle radici viscide. Ma tutta l’altra parte, che fortunatamente ha in mano più del 50% della società, è ben contenta di essere in casa a cucinare zucchine e purè di patate.

Sounds like a wonderful hike Rossana, and the view from the destination is amazing! It would definitely be worth the strain to see that view. Have a wonderful weekend!😊📷☕☕
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