01 luglio 2026
Oggi abbiamo noleggiato le biciclette per andare al Phare de la Gacholle.
Poco fuori del paesino di Saintes Maries de la Mer inizia lo sterrato, con il mare luccicante da una parte e dall’altra un lago, che loro chiamano étang, stagno, che sembra più grande del lago di Garda.
Poi, il sentiero che alterna un fondo sterrato ma duro a banchi di sabbia che ci obbligano a scendere dalla mtb e a spingerla a mano, si inoltra nelle paludi della Camargue, paludi che a un certo punto lasciano il posto a saline naturali dalle sfumature che vanno dal rosa acceso al bianco accecante.
Il vento, forse il Mistràl?, spazza la sabbia sul sentiero e ci spinge con raffiche ora bollenti ora fresche, rendendo il nostro viaggio piacevole. Ci hanno detto che al ritorno l’avremo contro e avremo di che pedalare…
Inaspettatamente trovo sulle labbra il sapore del sale, piacevole, anche se aggiunge un po’ di voglia in più di fermarsi per dissetarsi.
Il faro non è un granché, ma ci ha dato l’opportunità di percorrere questi 13 km in mezzo a questo parco naturale sconfinato, praticamente da soli.
I 13 km di ritorno sono effettivamente contro vento e molto più faticosi da percorrere. Però a un certo punto troviamo un sentiero che porta al mare. La costa, spazzata dal vento, è completamente deserta, sia verso est che verso ovest. Adoro essere così, sola in mezzo al nulla. Più o meno sola e più o meno in mezzo al nulla.
Il resto del percorso è meraviglia che finisce troppo in fretta e ci riporta, nostro malgrado, coi piedi per terra.









