Il gatto condiviso

03 luglio 2025

Ha sempre bazzicato da queste parti, fin da quando la nostra gatta Mila era abbastanza giovane. Ogni tanto capitava in giardino, si faceva un giro e poi tornava da dove era venuto sparendo per giorni, a volte settimane. Sicuramente il gatto di qualche vicino.

Con un pelo rosso sbiadito, tendente quasi al giallognolo, negli anni lo abbiamo visto mettere su peso e rimanere ben pasciuto per diverso tempo.

Poi qualcosa dev’essere cambiato perchè è dimagrito, forse i suoi padroni lo avevano messo a dieta? Anche il suo comportamento era diventato strano. A seconda della stagione, si accomodava sotto una pianta o si sdraiava al sole e non dava segno di sentirci sopraggiungere, le orecchie immobili quanto il resto del corpo. Nemmeno chiamandolo muoveva di un pelo le orecchie. Era diventato sordo? Però stranamente quando agitavo una confezione di crocchette si faceva subito interessato, miagolando come se non ci fosse un domani.

Una volta o l’altra l’ho trovato in casa, con la Mila che brontolava indignata e lui che recitava la parte del sordo, mentre se ne stava comodamente disteso su un tappeto. Cercare di allontanarlo era un’impresa, perché si lasciava andare come peso morto.

Un gatto strano, senza dubbio.

Negli ultimi tempi, però, era diventato pelle e ossa e sempre più apatico. Ho cercato di fargli mangiare delle crocchette (che prendo per un’altra gattina – un altro caso… felino – che ogni tanto ci viene a trovare), ma non sembravano di suo gradimento. Allora ho comprato dei bocconcini in salsa e in gelatina e alla prima occasione gliene ho dati un po’. Neanche a dirlo, ci si è avventato sopra!

Data la magrezza estrema, la pelliccia sporca e delle chiazze senza pelo ci siamo convinti che fosse stato abbandonato.

Oltre al cibo abbiamo cercato di coccolarlo con carezze e grattini, ma, pur non rifiutandoli, sembrava subirli e non accennava nemmeno fare un po’ di fusa.

Questo accadeva ai primi di giugno, data della foto allegata e data in cui io e Faccio-io abbiamo deciso di chiamarlo Miele, per via del colore del suo manto.

Le cose sono andate avanti così – cibo e coccole quando ci capitava a tiro – per un paio di settimane, poi siamo partiti per il mare.

Al nostro ritorno l’abbiamo trovato ancora più magro e con una guancia ingrossata, probabilmente un’infezione. Parlando con la nostra vicina di casa, ho scoperto che era già un po’ di tempo che si divideva tra le nostre e le sue attenzioni e in nostra assenza si era trasferito definitivamente da lei. Inoltre lei gli stava somministrando un antibiotico per l’ascesso.

Secondo la vicina, questo era il gatto di una signora anziana che viveva nella nostra stessa via ed era abituato a stare in casa. Poi, poco meno di una decina di anni fa la signora si è trasferita e il gatto è rimasto in strada. Dalla comodità di dormire sul letto alla vita randagia, ci credo che il povero Miele ha l’aria così offesa!

Lo scorso fine settimana è toccato alla vicina andare al mare, così mi ha lasciato l’antibiotico in modo che potessimo continuare a curare il nostro gatto condiviso.

Ora sta molto meglio, mangia e ha ripreso un po’ di peso. Gli è rimasta la ferita sulla guancia, però, così questa sera io e la vicina ci siamo messe d’impegno per medicarlo. E il miracolo è stato sentire che mentre stavamo finendo il nostro lavoro ha cominciato a fare le fusa, un po’ a colpi, ma molto rumorose!

Siamo riuscite a far breccia nel suo cuore e lui è riuscito a riporre ancora fiducia nel pazzo genere umano. Ora abbiamo una grande responsabilità nei suoi confronti, cercare di non deluderlo. Ma siamo due famiglie che hanno abitudini diverse, quindi qualcuno per lui ci sarà sempre.

P.S.: la vicina di casa l’ha chiamato Garibaldi, per gli amici Gary. Si vede che lei lo vede più rosso di noi…

10 pensieri su “Il gatto condiviso

      1. I did reply to this comment the other day, but for some reason it didn’t show up even though it said I did reply. That happened with another blogger too, very odd. I’m so glad he is getting the attention he needs now. Thanks Rossana!

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