Sangria!

27/3/2020

Non so perché, ma in questi giorni così strani mi è venuta in mente quella volta in cui c’è stata la grandinata più devastante degli ultimi tempi.

Era il 2003. Noi eravamo sposati da un anno, ma nell’animo eravamo ancora ragazzini poco più che adolescenti. Un sabato sera estivo, come ce n’erano stati tanti, andiamo in un locale ad impronta spagnola a una ventina di km da casa. Siamo in riva al lago, con buona parte dei nostri amici e in mezzo a una moltitudine di persone. C’è il pienone. Beviamo la sangria, scherziamo, chi ha i primi cellulari che fanno foto immortala la serata. La sangria viene servita in una caraffa da cui ognuno attinge grazie a una cannuccia lunga circa un metro. A raccontarlo oggi sembra fantascienza. Non si pensa a niente, se non ad esserci, lì e in quel momento.

Chiediamo il bis, ma il locale è pieno, passano i minuti, le mezz’ore e non ci arriva niente. Verso mezzanotte pensiamo bene che abbiamo aspettato troppo ed è ora di tornare a casa. Sinceramente non so perché lo pensiamo. Non è tardi, per le nostre abitudini, e avremmo potuto aspettare ancora un po’. Ma ad un tratto ci facciamo impazienti e non abbiamo voglia di rischiare di dover aspettare un’altra ora. Il locale, infatti, è ancora stracolmo.

Torniamo verso casa. Stranamente siamo in macchina da soli, di solito qualcuno degli amici sale con noi. Siamo partiti da pochissimi minuti che il cielo si illumina di fulmini. È agosto, fa caldo, è abbastanza normale, però…

Siamo un po’ in ansia. Le nuvole si muovono scure e minacciose sopra di noi. Passiamo i viali alberati tipici del lago appena in tempo, come scopriamo il giorno dopo. Comincia a piovere, mentre il vento incalza. Arriviamo a casa, Valter parcheggia la sua Hyundai Coupé nuova fiammante in garage e poi si scatena l’inferno. Che se avessimo dovuto portare a casa qualcuno degli amici non ce l’avremmo fatta.

Grandine così grossa come non l’avevamo mai vista (e come non abbiamo più vista fino ad oggi, per fortuna) batte prepotentemente contro ogni lato della nostra nuova casa, con un rumore che non lascia presagire nulla di buono. Siamo sconcertati e preoccupati. Guardiamo fuori dalle finestre la furia che si abbatte su questa piccola parte di mondo. Non siamo abituati. Queste cose non accadono mai, qui.

Quando la furia distruttrice lascia il passo ad una pioggia più convenzionale chiamiamo gli amici di questa serata, anche se son quasi le due di notte, anche so loro vivono ancora coi genitori. Tutti salvi. Il giorno dopo veniamo a sapere di alberi secolari che, poco dopo il nostro passaggio, si sono abbattuti sulla strada che abbiamo percorso. E di persone che sono morte schiacciate da quegli alberi nelle loro auto.

Anche questa volta, anche questo sabato sera, abbiamo riportato a casa la pelle.

9 pensieri su “Sangria!

  1. Wow. That’s scary. We once had a hailstorm in Fort Worth, Texas, that took people by surprise. It hit during a festival for “Mayfest,” and many people were in the park. Softball-sized hail was hitting people in the head, and some died in the storm, many were injured. Fortunately, we were at home and were not caught in it.

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  2. So glad that you made it home safely in that storm! Storms can be very deadly at times. One time out for a walk I decided to go back home when I saw storm clouds coming and just made it a few minutes before the hail hit. It was double the size of a golf ball and very jagged. I hope you don’t go through that again!😳🙀🌞😀😺

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