Tre cose

Ci sono tre cose che non possono mancare nella mia valigia. Una delle classiche domande dei vari WordPress Awards -e non solo- è una frase del tipo: ” Cosa non può mancare nella tua valigia/zaino se dovessi partire per una vacanza/un viaggio/un campeggio/un’escursione o similari?” Nel mio caso non si tratta di uno, ma di ben tre oggetti. Di conseguenza mi è difficile partire zaino in spalla senza sembrare uno sherpa a supporto di una spedizione himalayana. Ma partiamo dall’inizio.
Libri. Al plurale. A meno che io non stia via una notte sola, i libri sono più d’uno. E anche più di due. Ne porto sempre un certo numero, non tanto perché creda di poterli leggere tutti, ma perché il luogo in cui soggiornerò mi darà la giusta ispirazione. Ricordo ancora con emozione “Oceano mare” letto su una spiaggia deserta d’Abruzzo, il libro giusto nel posto perfetto. Vacanza fatta in sella alla moto e quindi con bagaglio ridotto al minimo. Ma per i libri ho trovato posto. Ricordo la scoperta di Murakami nel silenzio dell’Alpe di Siusi. E la riscoperta della mia voglia di correre, grazie al suo “L’arte di correre”. Le sensazioni, le emozioni, i pensieri che descrive sono gli stessi che provavo anch’io quando correvo. Un pomeriggio ho posato il libro, mi sono messa le scarpe da trail running e sono uscita fuori a correre nel bosco. Sensazioni impagabili. Ricordo anche quando ho letto per la prima volta Natalia Ginzburg, sempre in vacanza qualche anno dopo l’Abruzzo. Lei, nel primo racconto della raccolta “Le piccole virtù”, descriveva la sua permanenza in un paesino abruzzese che mi ricordava proprio dov’ero stata io. E racconto dopo racconto mi ha rapito col suo stile e i suoi argomenti.
Un quaderno e una biro. Perché potrei aver bisogno di scrivere in qualsiasi momento. O fermo subito i pensieri o loro fuggono per sempre, quindi non posso farmi trovare impreparata. Avevo un quaderno e una biro a San Martino di Castrozza, quando ero ancora adolescente. Avevo un quaderno e una biro nella mia prima vacanza in moto, quando avevo percorso la Toscana dalla Garfagnana alla Maremma, dall’Abetone all’Isola del Giglio. Avevo un quaderno e una biro quando ho bivaccato sulla cima del monte Pizzocolo. Per fortuna! In quel momento avevo così tante emozioni da appuntare sulla carta che non mi sarei mai perdonata di non aver portato con me il necessario.
La macchina fotografica. Almeno due obiettivi. E il cavalletto per le foto notturne. Nei miei viaggi in moto ho sempre dovuto rinunciare a portare il cavalletto per motivi di spazio. E in Garfagnana mi ero mangiata le mani per una splendida notturna che non sono riuscita a fare decentemente. E’ rimasta stampata nella mia mente.
Così, per la prossima vacanza, ho preparato la valigia dedicata a queste mie tre passioni prima delle altre. E non la preparo per prima perché è la più facile da fare (la scelta dei libri può essere un’attività impegnativa), ma perché è quella che mi fa già sentire in ferie.

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