
19/01/2026
È qualche giorno che le pecore sono qui dietro casa.
La mattina, poco prima delle 7, quando la temperatura è attorno agli zero gradi, arriva il pastore. Io in quel momento sto aprendo le finestre per arieggiare le stanze, dopo aver pulito le stufe a pellet.
Stamattina guardavo il pastore e pensavo che così come mi piacerebbe essere al suo posto verso le tre del pomeriggio, tanto non farei mai cambio alle sei e mezza di mattina. Quindi mi consolo con l’idea che avere un lavoro sedentario che mi fa stare al calduccio d’inverno e al fresco d’estate in fin dei conti non sia così male.
Non so cosa faccia il pastore a quell’ora di mattina, perché sembra passare molto tempo da quando arriva a quando lui, i cani, le pecore e una manciata di capre partono verso i boschi. Probabilmente toglierà la recinzione che le tiene raccolte durante la notte e poi… Non saprei proprio.
Quando torno a casa, nel primo pomeriggio, non c’è traccia della compagnia.
Improvvisamente, verso le 15, eccole accampate nel prato più distante che sta sotto la collina. Stanno lì per un’oretta buona, forse anche di più, poi tornano verso la zona dove trascorreranno la notte passando proprio sotto casa nostra.
Infine, tra le 16.30 e le 17, vengono radunate dai cani nel luogo designato per la notte (non esattamente lo stesso ogni sera). Lì il pastore rimonta la recinzione e se ne va a riposare, attendendo l’inizio di un nuovo giorno da trascorrere allo stato brado.
